ANEMGI-ONLUS  Associazione per la NeUroGastroenterologia e la Motilità Gastrointestinale 
This e-mail address is being protected from spam bots, you need JavaScript enabled to view it

Trattamento Stipsi Print E-mail

TRATTAMENTO  DELLA STITICHEZZA


La stitichezza è generalmente gestita dagli stessi pazienti con ricorso occasionale o abituale a lassativi di vario tipo. L'autoprescrizione di lassativi è da evitare, specialmente nella MP e nei soggetti anziani, per la possibile comparsa di effetti collaterali e per questo è importante  informare il paziente può essere sufficicnete evacuare 2-3 volte/settimana.
L'individuazione di una terapia efficace e sicura per la stitichezza è indispensabile per evitare l’uso indiscriminato di lassativi e le complicanze che ne possono derivare.
L'obiettivo della terapia della stipsi è la normalizzazione (o miglioramento) della frequenza dell'alvo [13], la risoluzione dei sintomi più propriamente legati alla defecazione e di quelli imputati alla a mancata evacuazione. Una regolarità nelle evacuazioni e un uso, quando necessario, controllato di lassativi può contribuire alla stabilizzazione della terapia per la MP.
Una modificazione della condotta alimentare, (dieta), può contribuire ad una corretta gestione della stipsi.  L'apporto di fibre [6], preferibilmente sotto forma di frutta e verdura consentono, oltre ad un effetto sul tempo di transito, anche un apporto adeguato di vitamine. Anche nei soggetti Parkinsoniani è descritto che l’uso di integratori di fibre alimentari (psillium, mucillagene, crusca, glucomannani ecc..)   [5] incrementi la frequenza dell'alvo ed è utile nel trattamento della stipsi. La somministrazione di fibre dietetiche va però attentamente valutata perchè un eccesso può interferire e ridurre l'assorbimento dei farmaci anti-parkinsoniani sia per diluizione intraluminale sia pervrallentamento dello svuotamento gastrico.
Sul piano pratico si consiglia ai pazienti di cercare di evacuare sfruttando i periodi on, possibilmente tutti i giorni alla stessa ora e dopo un pasto per sfruttarela risposta gastro-colico. La funzione muscolare durante i periodi on risulta infatti più fluida e il controllo sulla muscolatura addomino-perineale è migliore. Questa condizione, assieme ad uno stimolo fisiologico per il transito intestinale, quale può essere il pasto, favorisce il ripristinarsi dell'evacuazione come evento riflesso, anche in assenza dello stimolo evacuativo; tuttavia per avviare l'evacuativo può essere necessario ricorrere a stimoli rettale (supposte, microclismi ecc..). E' possibile tentare una riabilitazione mediante biofeedback, efficace nella stipsi funzionale, ma al momento non ci sono studi in soggetti Parkinsoniani. L'uso di un lassativo orale, preferibilmente uno di tipo osmotico, quando necessario deve essere indirizzato ad ottenere evacuzioni regolari modulando la dose in modo da non esporre questi soggetti al rischiio di incontinenza.
In casi più severi la somministrazione di apomorfina è in grado di favorire il rilasciamento muscolare dello sfintere anale esterno inducendo una regressione temporanea e parziale della dischezia [18],  esistono inoltre segnalazioni riguardo l’efficacia della somministrazione intrasfinteriale di tossina botulinica per il trattamento delle contrazioni distoniche involontarie  dello sfintere anale esterno [24, 2].

Quando è presente abbondante ritenzione fecale con presenza di fecalomi e reperto di megacolon è indispensabile procedere a disimpattare il retto-colon mediante clisteri evacuativi e soluzioni iso-osmolari elettrolitiche con polietilene-glicole
 

APPROCCIO DIAGNOSTICO-TERAPEUTICO

 

1  Valutare la gravità della stipsi <3 evac/sett; 
sforzo eccessivo e/o manovre manuali per evacuare;
abuso di lassativi 
Rischio di malattia organica 
oppure età 50 anni
clisma con doppio contrasto e/o colonscopia
2 Esplorazione rettale a. ritenzione fecale  
b. ampolla libera da feci ® tappa 3 
3 i. studio del tempo di transito intestinale 
ii. manometria retto-anale
a. rallentato transito intestinale 
b. dissinergia addomino-pelvica

 

Ritenzione Fecale

1. Svuotare il retto-colon mediante clistere(i)
 2. Mantenere le feci morbide con la somministrazione continua di lassativi osmotici:
        - soluzioni elettrolitiche con polietilenglicole (125-500 ml/die)
        - disaccaridi (20-40 mg/die)
        - sali di magnesio
3. Controllo a breve (1 mese) e a medio (3-5 mesi) termine dell'alvo ed esplorazione rettale, adeguando progressivamente la dose di lassativo sino alla sospensione o alla dose minima efficace
4. In caso di mancata normalizzazione dell'alvo eseguire misurazione del tempo di transito intestinale e/o manometria retto-anale (vedi tappa 3)


Dissinergia Addomino-Pelvica

1. Ottimizzare i tempi d'azione della terapia antiparkinsoniana con quelli dell'evacuazione
2. Fisio-chinesiterapia
3. Biofeedback
4. Nei casi di mancata risposta somministrare lassativi locali (supposte o microclismi di glicerina, lassativi di contatto, supposte evacuanti con liberazione di CO2) oppure lassativi osmotici per via orale
5. Evacuazione spontanea o stimolata dopo somministrazione di apomorfina
6. Iniezione della tossina botulinica (30 UI) nel muscolo puborettale 
 

Rallentato Transito nel Colon

1. Fibre dietetiche (~30g//die) con  un adeguato introito di liquidi (~1500ml/die)
2. Tentare ad evacuare dopo un pasto e in condizioni ottimali di efficaica della terpia antiparkinsoniana
3. Nei casi di mancata risposta somministrare lassativi via orale  osmotici (soluzioni elettrolitiche con PEG, lattitolo, lattulosio) oppure di contatto (bisacodile, picolfato di sodio, antrachinonici)