ANEMGI-ONLUS  Associazione per la NeUroGastroenterologia e la Motilità Gastrointestinale 
This e-mail address is being protected from spam bots, you need JavaScript enabled to view it

MRGE - Qualita' della vita Print E-mail

La riduzione della qualita' della vita

 

La sofferenza causata dalle manifestazioni sintomatologiche e le restrizioni nelle abitudini alimentari e sociali indotte dai disturbi, possono ridurre la qualità di vita dei pazienti con MRGE.

 

 CONCETTI CHIAVE

LA RIDUZIONE DELLA QUALITÀ DELLA VITA

E' proporzionale alla frequenza dei sintomi indotti dalla MRGE (essenzialmente la pirosi) 

E' diversa nei pazienti con esofagite ed in quelli senza esofagite

E' dovuta a:

    • Severità dei disturbi
    • Frequenza dei disturbi
    • Limitazione della dieta
    • Limitazione dell’alimentazione
    • Limitazione nell’attività lavorativa
    • Limitazione nell’attività sociale

 

 

 

 

Glise (29, 30) e Hunter et al. (31) utilizzando diverse scale di valutazione rivolte alla specifica misurazione della qualità della vita hanno riscontrato nei pazienti con MRGE, punteggi inferiori rispetto a quelli registrati nei soggetti di controllo e nella popolazione generale, ed è risultato essere simile a quello presente nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia. L'utilizzo di una scala di valutazione specifica per la malattia da reflusso (GERD-HRQL) (32), ha permesso anche di dimostrare che la qualità di vita migliora e torna alla normalità con terapia adeguata. La riduzione della qualità di vita nei pazienti affetti da malattia da reflusso avviene per le manifestazioni sintomatologiche, in relazione al grado di sofferenza che inducono, e per i loro effetti sul comportamento quotidiano indipendentemente da, ed in assenza di, esofagite (6, 33, 34). E' infatti comprensibile come la presenza di sintomi quali la pirosi, il rigurgito ed il dolore retrosternale possano comportare una riduzione dello stato di salute se, per esempio, compaiono la notte interrompendo il sonno, o se costringono a rinunciare ad alimenti di comune impiego o ad alterare il ritmo dei pasti, così da interferire significativamente con le abitudini di vita o le relazioni sociali.